QUANDO I FIDANZATINI SI APPARTANO IN AUTO, COMMETTONO QUALCHE REATO?
L’indulgente commento dell’avvocato Simone Labonia ci spiega quando e perché questa comprensibile abitudine può creare problemi!
Appartarsi in auto per scambiarsi effusioni è, di per sé, un comportamento che rientra nella sfera privata della libertà personale. Tuttavia, quando il veicolo si trova in un luogo pubblico o aperto al pubblico come parcheggi, strade o aree verdi, la situazione può assumere rilievo penale, soprattutto se le manifestazioni affettive travalicano nella sfera degli atti sessuali espliciti.
Il primo riferimento normativo è l’art. 527 del codice penale sugli atti osceni.
Dopo la depenalizzazione parziale del 2016, la condotta compiuta in luogo pubblico è in genere sanzionata in via amministrativa.
Ma la questione cambia radicalmente se l’atto è commesso in un luogo abitualmente frequentato da minori o nelle immediate vicinanze di scuole, parchi giochi o strutture sportive. In tali casi la rilevanza torna penale e le conseguenze possono essere molto più gravi.
Accanto agli atti osceni, va considerata l’ipotesi di atti sessuali in presenza di minori, disciplinata dall’art. 609-quinquies c.p., che punisce chi compie atti sessuali davanti a un minore di anni quattordici al fine di farlo assistere.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che è necessario il dolo specifico, cioè la volontà di coinvolgere il minore come spettatore. Tuttavia, in contesti particolarmente esposti, la consapevolezza dell’elevato rischio che un minore possa assistere può essere valutata come elemento sintomatico della responsabilità, soprattutto se la condotta è plateale e non schermata.
È proprio questo il punto delicato: anche se nessun minore assiste effettivamente alla scena, la scelta di appartarsi in un’auto parcheggiata in un luogo notoriamente frequentato da famiglie può trasformare un momento privato in un comportamento giuridicamente rischioso.
La visibilità dall’esterno, l’assenza di precauzioni e l’orario possono incidere sulla qualificazione del fatto.
Non va poi trascurato il possibile concorso con altre fattispecie, come il disturbo della quiete o gli atti contrari alla pubblica decenza, quando la condotta susciti allarme o indignazione nella collettività.
In definitiva, l’auto non è automaticamente uno “spazio privato” quando si trova su suolo pubblico.
La linea di confine tra libertà personale e illecito dipende dal contesto concreto.
La presenza anche solo potenziale di minori, rappresenta un fattore che può aggravare significativamente la posizione di chi riteneva di vivere un momento riservato, ma che in realtà si esponeva allo sguardo della collettività.





